
Salvatore ha espresso il suo autorevole parere nel corso del convegno "2010: prospettive per l'Abruzzo nell'anno della ripresa economica mondiale", organizzato dalla Fondazione Cantiere Abruzzo, creatura del senatore Fabrizio Di Stefano (
nella foto), convegno svoltosi nell'aula magna del Rettorato dell'Università d'Annunzio a Chieti. Se l'Abruzzo se la caverà meglio è grazie alla sua dinamicità, superiore alla media delle regioni italiane, ha rimarcato Salvatore. Anche la tragedia del terremoto, paradossalmente, ha costituito un incentivo per la ricostruzione. Non è pessimista, il professore: «Non penso alla possibilità di ricadere in una recessione come paventano taluni pessimisti. Sono sicuro che il peggio sia passato. Certo, la ripresa non è ancora tangibile perchè l'occupazione non cresce. Ma si tratta di un dato che, solitamente, segue sempre dopo la ripresa della produzione». La bufera è insomma alle spalle, ci rassicura Salvatore, abruzzese doc, originario di Villa S. Maria. E la ripresa sarà lenta ovunque, più lenta rispetto ad altre recessioni perchè è stata causata da ragioni finanziarie. A rallentarla, anche l'aggressività della Cina che ha incrementato la produttività e le infrastrutture per mettere a punto una sempre più agguerrita concorrenza ai mercati. «La cosa incredibile - ha commentanto ancora Salvatore - è che negli Stati Uniti, che in un certo qual modo hanno causato questa crisi, la recessione è più profonda ma la ripresa più rapida». I lavori del convegno sono stati coordinati dal presidente di Cantiere Abruzzo, Fabrizio Di Stefano. Tra i relatori, il rettore dell'università d'Annunzio, professor Franco Cuccurullo, il senatore Filippo Piccone, Lucio Laureti, docente alla Lum di Bari e alla d'Annunzio, Anna Morgante, preside di Economia della d'Annunzio, e Angelo Riccoboni, preside della facoltà di Economia all'Università di Siena.